PAVIA. L’acqua ribolle sotto il ponte Coperto e piccoli mulinelli si avvitano in una danza continua, rumore appena sussurrato a testimoniare che il Ticino c’è, è ancora lì ed è vivo. Ma tutto questo avviene a non più di trenta centimetri dal fondo sabbioso. Quasi due mesi che non piove. È il fiume in agonia. Non inganni, dalla riva, il colore verde bottiglia che ancora lo fa scintillare da lontano sotto il sole. Di acqua, a parte qualche punto, non ce n’è più. «Qui siamo proprio al centro, ci saranno sì e no 30/40 centimetri. Mai visto niente di simile». Massimo Spelta, veterano della Battellieri Colombo, 70 anni di cui 60 passati sul fiume, guida con mano ferma la “piattina” verde, il barchino leggero che riesce a galleggiare sul filo di acqua che il Ticino ancora riesce ad offrire. A mattina presto il sole è già implacabile, il clima torrido, l’aria rovente. Ma quello che più stupisce è, più di tutto, la temperatura dell’acqua. Tiepida. Quasi calda. Fra non molto oggi si arriverà ancora a 38 gradi. Un inferno, la pianura padana in questo periodo. Come un moderno Caronte, Spelta fa scivolare la sua barca dal molo della Battellieri verso il ponte Coperto facendo attenzione ai sentieri liquidi che solo lui riesce a vedere. «Non possiamo andare molto in giro, sennò ci areniamo» sentenzia. L’articolo completo sulla Provincia Pavese in edicola venerdì 7 agosto. Puoi anche abbonarti all’edizione online del quotidiano per leggere La Provincia pavese ovunque tu sia e supportare il lavoro di informazione svolto dai giornalisti e dalle giornaliste della testata. Come abbonarsi all’edizione cartacea Come abbonarsi all’edizione digitale su sito e app