HomePaviaCronacaViaggio sul Ticino a secco: "Esco in barca da 35 anni. Ora rischiamo di arenarci"Sul Canal, come i pavesi chiamano il fiume dove bagna la città, le anatre camminano. Avverte Massimo Spelta della Battellieri Colombo: oltre un metro sotto il minimo storico.Sul Canal, come i pavesi chiamano il fiume dove bagna la città, le anatre camminano. Avverte Massimo Spelta della Battellieri Colombo: oltre un metro sotto il minimo storico.Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciDove le anatre non nuotano, camminano. Con un livello idrometrico che ha superato i -445 centimetri alla stazione sulla Statale 35 e nelle prime ore del mattino di ieri è sceso a -450 centimetri, il Ticino ha una portata d’acqua decisamente scarsa. Lo si vede dall’alto, ma si percepisce soprattutto durante la navigazione. Sono poche ormai le barche a motore che escono sul fiume e pochi coloro che non rinunciano al barcè. Se n’è accorto soprattutto chi ama il fiume e lo vive quotidianamente, vedendo le trasformazioni che subisce.
"Esco in barca sul fiume da 35 anni e non ho mai visto il Ticino così basso. Siamo oltre un metro sotto il minimo storico". Massimo Spelta, socio della Battellieri Colombo, ci accompagna con molta attenzione a osservare in quali condizioni si trovi il “Canal“, come lo chiamano i pavesi nel tratto che bagna Pavia. Attenzione, perché in diversi punti le barche a motore rischiano di toccare il fondale. "Solitamente – aggiunge Spelta – il livello del fiume raggiunge il primo scalino dei piloni del Ponte Coperto, mentre ora è abbondantemente sotto. L’acqua non arriva. Noi abbiamo come riferimento il lago Maggiore, che alimenta il Ticino. Tutti i giorni lo controlliamo e tutti i giorni continua inesorabilmente a calare".













