Ambiente

Nella darsena di Arona, sulla sponda piemontese del lago Maggiore, le barche sono adagiate sul fango. Là dove c’era l’acqua, oggi c’è la terra. Si riesce persino a camminarci sopra. “I livelli del lago sono ai minimi storici” racconta Diego, uno dei barcaioli. Lunedì il lago è sceso sotto il livello del 2022, uno degli anni peggiori della storia. E si avvicina al record negativo del 1947. “Quelli che prima erano considerati fatti occasionali, oggi stanno diventando consuetudine e questo preoccupa” racconta il presidente del Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli dell’Ossola Francesco Gaiardelli. E le conseguenze sul mondo del turismo non si fanno attendere. “La formazione di alghe maleodoranti rende difficile e complicata la balneazione” spiega Gaiardelli. E poi c’è il tema della navigazione. L’acqua è talmente bassa che “certi punti non si riescono più a raggiungere” racconta il barcaiolo. La carenza di acqua si ripercuote su tutti gli attori che lavorano su queste sponde. “Dobbiamo provare a far conciliare gli interessi di tutti. Gli operatori del turismo, la navigazione, il mondo agricolo e il mondo dell’energia idroeletterica” aggiunge Gaiardelli. Ma di fronte a questa situazione serve un intervento strutturale. “La siccità ormai si verifica tutti gli anni. Servirebbe investire sul territorio e sulle opere pubbliche, meno sugli armamenti”.