Pavia. Il maltempo iniziato a inizio giugno è solo una finestra, preceduta da giorni di caldo oltre la media stagionale e dopo la quale scoppierà l’estate. Come sempre, le rive del Ticino e degli altri corsi d’acqua della provincia accoglieranno centinaia di persone ogni giorno. La necessità di rinfrescarsi si scontra però con i pericoli che un ambiente come quello del fiume porta con sé. Rischi che nella maggior parte dei casi si potrebbero evitare nel più semplice dei modi: rispettando i regolamenti. Il divieto di balneazione che vige nelle acque del Ticino non basta comunque ad allontanare i bagnanti. A pagarne le spese è spesso chi conosce meno queste acque e le insidie al loro interno. Conoscere i rischi La notizia del 23enne scomparso dopo essersi tuffato nel Ticino a Vigevano, sotto al ponte nuovo, ha riacceso i riflettori su un tema che torna ogni estate. Eppure neanche certe tragedie sembrano fare breccia nella coscienza di alcuni. Lo testimonia il fatto che il pomeriggio del 1 giugno, mentre i vigili del fuoco impiegavano le forze per cercare il disperso, almeno una decina di persone continuava a tuffarsi e nuotare nell’acqua. A pochi metri dal punto dove il giovane era stato visto per l’ultima volta dimenarsi, prima di sparire.