Ancora una volta la tensione sull’asse Italia-Svizzera sale a livelli di guardia e rischia di travolgere i bilanci dei comuni di frontiera. Il Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone Ticino ha infatti reso noti i risultati di una perizia giuridica sulla cosiddetta “tassa sulla salute“, il contributo sanitario per i vecchi frontalieri introdotto dal Parlamento italiano nella legge di bilancio 2024. La conclusione degli esperti svizzeri è netta e senza appello: il provvedimento rappresenta a tutti gli effetti un’imposta e, se applicato dalle Regioni, violerebbe gli accordi internazionali. Sulla base di questo studio, il Governo ticinese è pronto a congelare le decisioni sui ristorni, i soldi delle tasse dei lavoratori restituiti all’Italia, avviando un confronto urgente con le autorità federali di Berna. "Abbiamo sempre sostenuto che questo prelievo fiscale dalle tasche dei vecchi frontalieri si configura come una vera e propria tassa - interviene il consigliere regionale lombardo del Partito Democratico, Angelo Orsenigo -. Avevamo aggiunto che in questo modo mettevamo a serio rischio la tenuta dei ristorni finanziari, ma purtroppo siamo rimasti inascoltati. Ora le conseguenze stanno arrivando come un vero e proprio tsunami". Il nodo giuridico centrale risiede nella natura stessa del tributo. L’analisi specialistica è stata affidata al professor Pascal Hinny, docente ordinario della cattedra di diritto tributario all’Università di Friborgo. Lo studio ha dimostrato che la riscossione unilaterale della tassa sulla salute viola il principio di imposizione esclusiva. Il nuovo Accordo sulla fiscalità dei frontalieri, entrato in vigore il 17 luglio 2023, prevede infatti che soltanto la Svizzera possa percepire le imposte sul lavoro dipendente dei vecchi frontalieri. Trattandosi di un’imposta secondo il diritto elvetico e internazionale, il prelievo forzoso da parte italiana sullo stesso reddito configura una doppia imposizione illegittima che contraddice i patti bilaterali. Gli scenari che si prospettano per il territorio sono allarmanti. Se il Cantone Ticino decidesse di bloccare definitivamente i ristorni, le conseguenze ricadrebbero direttamente sulle amministrazioni locali.
Confine ad alta tensione. Bilanci comunali a rischio
Frontalieri, per gli svizzeri la “tassa sulla salute“ viola gli accordi internazionali. Angelo Orsenigo: "Le conseguenze stanno arrivando come uno tsunami".








