Pavia. Piscine piene, asciugamani stesi sull’erba, famiglie in cerca d’ombra e ragazzi sulle rive del Ticino per provare a strappare qualche ora di fresco a giornate sempre più difficili da sopportare. L’ondata di caldo ha riportato molti pavesi nei luoghi tradizionali dell’estate cittadina: gli impianti all’aperto, i parchi, le zone lungo il fiume, dal Ponte Coperto fino alle aree più frequentate da chi cerca un po’ di sollievo senza allontanarsi troppo dalla città. Le temperature hanno superato i 35 gradi e nei prossimi giorni il caldo resterà intenso, con massime previste intorno ai 38 gradi. Una situazione che pesa soprattutto nelle ore centrali della giornata, quando l’asfalto diventa rovente e anche una breve camminata può trasformarsi in fatica. Per questo le piscine sono tornate a riempirsi fin dal mattino: bambini nei giochi d’acqua, gruppi di adolescenti, genitori con borse frigo e anziani che cercano riparo sotto gli ombrelloni. Chi può sceglie l’acqua, chi resta in città cerca l’ombra. Il caldo cambia anche i ritmi della giornata. Le uscite si concentrano al mattino presto o nel tardo pomeriggio, mentre nelle ore centrali molte strade si svuotano e l’attenzione si sposta verso i luoghi più freschi. Bar e gelaterie lavorano soprattutto con chi cerca una pausa veloce, mentre nei quartieri aumentano le finestre chiuse, le tapparelle abbassate e i condizionatori accesi. Per anziani, bambini piccoli e persone fragili l’afa resta un problema, soprattutto quando alle temperature elevate si aggiunge l’umidità. Il Ticino, come ogni estate, esercita la sua attrazione. Le rive diventano una specie di spiaggia urbana, con persone sedute sull’erba, qualcuno che prende il sole, altri che scendono fino all’acqua per bagnarsi i piedi o cercare refrigerio. È un’abitudine radicata, soprattutto quando il caldo stringe e la città sembra rallentare. Ma proprio il fiume, anche quando appare calmo e basso, resta il punto più delicato. Le sue acque possono trarre in inganno: fondali irregolari, buche improvvise, corrente, mulinelli e sbalzi di temperatura rendono pericoloso anche quello che può sembrare un semplice ingresso in pochi centimetri d’acqua. Il caldo spinge molti a cercare soluzioni rapide, ma gli esperti invitano alla prudenza. Restare all’aperto nelle ore più torride, esporsi a lungo al sole o entrare in acqua dopo essere stati molto accaldati può aumentare i rischi. Le raccomandazioni restano quelle note: bere spesso, evitare gli sforzi nelle ore centrali, proteggere bambini e anziani, non lasciare persone o animali in auto, preferire luoghi freschi e ombreggiati. Il richiamo del Ticino, però, impone un’attenzione in più. Nel tratto urbano di Pavia fare il bagno è vietato da ordinanza comunale. Non si tratta di un divieto formale o astratto, ma di una misura legata alla sicurezza e alla qualità delle acque. Proprio per questo motivo la polizia locale ha intensificato i controlli, anche attraverso squadre con barche che pattugliano il fiume. La scorsa estate, nel territorio pavese, quattro persone sono morte nelle acque dei fiumi e, quest’anno, un 23enne è rimasto vittima dei flutti a Vigevano. Il fiume può sembrare una risposta naturale all’afa, ma non è una piscina. E ogni estate torna a dimostrarlo.
Pavia città rovente, le piscine e il Ticino presi d’assalto. Ma il bagno nel fiume resta vietato
Quattro le vittime del corso d'acqua nel 2025. Aumentati i controlli della polizia locale














