HomeFirenzeCronacaL’infanzia con Cardini: "Biglie, sogni, boschi. Quei giorni a Pavana"La lettera e l’omaggio dello storico fiorentino "Andai a sentirlo in quelle notti di rivoluzione" .La lettera e l’omaggio dello storico fiorentino "Andai a sentirlo in quelle notti di rivoluzione" .Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Ti ricordi di Franco da Firenze?". Franco Cardini, storico e saggista, tra i più importanti medievisti d’Europa, glielo chiese nel 2010, dalle colonne del Secolo, in occasione dei suoi 70 anni. Lo fece con una lettera aperta in cui cuciva insieme due vite: il Francesco Guccini, futuro cantautore, alto e magrolino con uno di quei cognomi toscoemiliani, che finiscono in -ini. E il ragazzino Franco Cardini, futuro storico e stessa desinenza. Due esistenze formidabili, incrociatesi a Pavana negli anni ’50. Lì nello strappo d’Appennino pistoiese che diventerà il rifugio dell’anima del Maestrone. Nel prato della chiesa "davanti – ricorda Cardini - a un grande albero decrepito, forse un faggio o un castagno". Cardini in villeggiatura dai parenti, Guccini lì con i suoi. Giocavano a biglie, passeggiavano nei boschi, posavano barchette di carta nel bacino artificiale di Pavana, sotto la chiesa. Avevano 13 anni o giù di lì, un’età in cui tutto – canterà Guccini 40 anni dopo – è tutto ancora intero. "Chissà se Francesco – scrisse Cardini - si ricordava del ragazzo fiorentino, ‘villeggiante’ che giocava con lui...". Qualche tempo dopo il Maestrone gli rispose. Schietto come la sua penna: "Credo che quel Francesco non fossi io". Ma Cardini non gli ha mai dato retta: "Per lui era no, ma per me sì".