HomeFirenzeCronacaLiberazione, il ricordo di Cardini: "Boati e scoppi, poi la luce"Da oggi via alle celebrazioni per l’anniversario. Lo storico fiorentino ripercorre la ’notte dei ponti’ "Ancora non lo sapevo, ma nonostante la distruzione in quei momenti iniziava la riconciliazione".Nella notte fra il 3 e il 4 agosto del 1944, Franco Cardini aveva cinque anniRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Olga Mugnaini

"Per tutta la notte sentimmo, spari, scoppi ed enormi boati. Non sapevamo cosa stesse succedendo e io nella mia mente di bambino pensavo che stessero distruggendo l’intera città". Nella notte fra il 3 e il 4 agosto del 1944, Franco Cardini riuscì a dormire appena qualche ore. Il giorno dopo avrebbe festeggiato il suo quinto compleanno. Ma intanto, la sua famiglia voleva sapere che cosa fosse accaduto durante quell’inferno, passato alla storia come "la notte dei ponti di Firenze". E si ricorda bene la camminata fra le macerie del quartiere, cercando di capire cosa fosse rimasto in piede e cosa non ci fosse più.

L’esercito tedesco in ritirata cercò di rallentare l’avanzata degli Alleati distruggendo ogni via di comunicazione, compresi gli storici ponti del centro, ad unica eccezione del Ponte Vecchio. Il famoso storico fiorentino ricorda che all’epoca viveva in Oltrarno, fra Porta San Frediano e Porta Romana, di fronte a Palazzo Torrigiani: "Proprio lì c’era un comando tedesco – racconta Cardini - e da giorni c’era un via vai più convulso del solito. Nel giardino c’era un piccolo campo di concentramento con i prigionieri di guerra, che ricordo potevamo andare a visitare, perché le famiglie del quartiere si offrivano di lavare la biancheria ai detenuti. Avevamo capito che stava per succedere qualcosa, ma solo dopo abbiamo visto il disastro dei ponti saltati".