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Massimo M. Veronese

La leggenda del Milan racconta il Capitano, morto venerdì: «Baresi e io siamo figli di un'Italia che non c'è più»

Gianni Rivera, raccontava Franco Baresi, «era l’idolo di tutta la mia famiglia, compreso mio fratello Beppe, fin da quando ero bambino». Nelle campagne di Travagliato, a parte un pallone da prendere a calci a piedi nudi c’era solo il santino del Golden Boy a nutrire la passione e la fantasia dei fratelli. «Poi ho avuto la fortuna di giocare con lui anche se per poco e ho capito cosa significa rendere semplice il calcio».

Gianni Rivera non ha mai smesso di seguire quel ragazzo che in campo gli dava del «lei». Anche quando la partita della vita stava per finire.«Sapevo che Franco non stava bene, così due mesi fa l’ho chiamato. Era contento di sentirmi, aveva la voce un po’ affaticata, ma mi disse che stava continuando il suo percorso di guarigione, che stava andando tutto bene e che si sentiva fiducioso di farcela. Mi disse: non è niente di particolare, dai. Ma forse voleva solo tranquillizzarmi».