Il cantautore aveva sostenuto tutti gli esami ma non aveva dato la tesi. La laurea honoris causa è arrivata nel 2002
«Mia madre non aveva poi sbagliato a dir che un laureato conta più d’un cantante», cantava Francesco Guccini in uno dei suoi brani più famosi, “L’avvelenata”, scritta nel 1976. Perché lui quella laurea non l’aveva presa: aveva sostenuto tutti gli esami del corso in “Materie letterarie”, e poi non aveva mai presentato la tesi di laurea. Poi, nel 2002, quella laurea arrivò: ad assegnargliela fu – honoris causa – l’Alma Mater di Bologna, proprio l’ateneo che Guccini aveva frequentato da giovane.
Nei suoi testi il tema dello studio è stato molto presente: sempre ne L’avvelenata cantava: «Chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato». E poi ancora, nella canzone Addio, scritta nel 1999: «Io, Francesco Guccini, eterno studente perché la materia di studio sarebbe infinita e soprattutto perché so di non sapere niente».
«Con le sue canzoni, i suoi libri, la sua voce, Francesco Guccini ha raccontato il valore della solidarietà, della conoscenza, del dubbio, della curiosità. Ha raccontato come pochi altri la sua terra, l’Emilia-Romagna, le radici, l’identità e l’appartenenza. Ma ha anche saputo, sempre, rendere universali le vicende delle sue canzoni. Anche per questo ha sempre continuato ad essere amato anche dalle generazioni più giovani», si legge nel sito dell’Università di Bologna, che ha voluto commemorare uno dei suoi studenti più famosi.












