Bologna, 7 agosto 2026 — Cesare Cremonini ha affidato al silenzio e alla memoria il suo saluto a Francesco Guccini, morto giovedì a 86 anni. Un ricordo lungo e personale, pubblicato sui social, in cui l'artista bolognese racconta il peso della perdita di una figura che, per intere generazioni, è stata molto più di un cantautore: un custode della lingua italiana, delle storie e delle parole. "Francesco Guccini era il padre di Teresa a cui voglio bene ed era un po’ il padre di tanti o di tutti, per via della parola", scrive Cremonini, legando la figura del maestro di Pavana a un'idea di eredità culturale che va oltre la musica.
“I padri sono cuori di pietra perché posseggono le parole”
Un rapporto fatto di rispetto, ma anche di quel confronto necessario tra generazioni che spesso nasce proprio dal rapporto con i propri riferimenti: “C’era un gran silenzio fuori ieri e dentro tutto il trambusto possibile — ha aggiunto il cantautore — Così non ho chiuso occhio stanotte". Poi la riflessione sul valore della parola e sul rapporto tra padri e figli artistici: "I padri sono cuori di pietra perché le posseggono, le parole". E cita anche Lucio Dalla, altro simbolo della musica bolognese: "Orfano di padre, ne ebbe bisogno con Roversi, che gliele insegnò una per una. Bisogna poi litigarci con i padri, per farsi la propria lingua".










