Un’emergenza senza sosta continua a devastare le montagne di Valdieri, in valle Gesso, e da oggi (giovedì 6 agosto) minaccia seriamente anche la vicina Valle Stura. L’incendio, divampato nella notte di venerdì sul monte Piastra con un piccolo focolaio iniziale di 200 metri quadrati, è sfuggito al controllo a causa del forte vento, delle alte temperature e dell’esposizione solare su un terreno impervio e colpito dalla grave siccità. In sole 24 ore, la superficie bruciata è passata dai 42 ettari registrati nella giornata di ieri agli oltre 65 ettari attuali, mandando in fumo un enorme patrimonio naturale.

Anatomia di una catastrofe ecologica: cosa resta quando l'incendio si spegne

L'allarme dei soccorritori A lanciare un grido d’allarme, oggi pomeriggio, il coordinatore delle squadre Antincendi boschivi (Aib). Daniele Tallone, e il sindaco di Valdieri, Guido Giordana. «La situazione è critica, al limite dell’operatività - così Tallone -. I soccorritori a terra (vigili del fuoco, Corpo Aib, personale del Parco e del Comune, ndr) stanno lavorando senza sosta da giorni, ma ormai sono stremati. Senza un aiuto aereo continuo e costante, a terra riusciamo a fare ben poco. L’incendio sta ora minacciando il versante di Festiona di Demonte e sta di nuovo scendendo verso Valdieri. Se i due fronti di fuoco dovessero incrociarsi e convergere su Madonna del Colletto, la situazione diventerebbe non più gestibile e saremmo costretti a rimanere sulla difensiva, arretrando per garantire la sicurezza degli operatori». La richiesta dell'Aib Tallone ricorda come si sia già dovuto procedere a evacuazioni temporanee in più occasioni nel corso della settimana, a causa della violenza delle fiamme e del calore insopportabile. «La buona volontà di tutti c'è ed è grandissima – sottolinea -, ma quello che chiediamo con forza è la continuità del supporto aereo. Servono passaggi continuativi con Canadair o elicotteri ad alta capacità come gli Erickson. Basterebbe una giornata d'intervento massiccio e ininterrotto per riportare il fuoco sotto controllo, estinguerlo e passare alla bonifica. Senza questo, non possiamo chiudere l'emergenza». Il sindaco di Valdieri: «Basta passaggi aerei "spot"» Sulla stessa linea il primo cittadino Giordana: «Siamo al sesto giorno ininterrotto di incendio sul monte Piastra. I nostri uomini a terra sono stremati e portati all’estremo delle forze. Non possiamo più andare avanti con passaggi aerei “spot” che servono solo a sprecare carburante: appena il mezzo va via per intervenire altrove, le forti raffiche di vento rianimano i focolai e vanificano ore di duro lavoro». Il rischio più concreto, avverte il sindaco, riguarda una vasta pineta situata lungo la traiettoria delle fiamme: «Se le fiamme dovessero toccare quella massa boschiva, si scatenerebbe in pochissimo tempo un incendio di chioma che arriverebbe a minacciare direttamente il centro abitato di Valdieri. Inoltre, un cambio sfavorevole della direzione del vento rischia di spingere il rogo verso Desertetto, che in questo periodo ospita 60 bambini e ragazzi boy scout minorenni. Con loro, l’intera frazione andrebbe evacuata e non sapremmo dove accoglierli». E nel concludere, ribadisce: «Chiediamo a istituzioni, politica e ai comandi dei vigili del fuoco di concentrare le forze e fare una valutazione strategica corretta: bisogna fermare i lanci saltuari e garantire un attacco aereo concentrato e risolutivo, prima che la situazione degeneri ulteriormente». La visita del Presidente della Provincia Intanto, al campo base allestito al distributore di Valdieri, oggi è arrivato anche il presidente della Provincia e sindaco di Mondovì, Luca Robaldo: «La mia presenza qui vuole essere soprattutto un segno di riconoscenza verso tutti coloro che stanno dando il proprio contributo nella lotta agli incendi boschivi. Il grazie della Provincia va ai volontari dell’Aib, ai vigili del fuoco, alle forze dell’ordine, ai tecnici, agli amministratori locali e a ogni persona che, a qualsiasi titolo, è impegnata nella gestione dell’emergenza. Il loro lavoro, spesso svolto lontano dai riflettori e in situazioni complesse, è fondamentale per la tutela delle nostre comunità e del patrimonio naturale della Granda. A tutti loro va la gratitudine dell’intero territorio provinciale per l’impegno, la disponibilità e il senso di responsabilità che stanno dimostrando in queste ore».