Con il passare delle ore, diventa sempre più critica l’emergenza incendi sul monte Piastra a Valdieri. Stamane sembrava sotto controllo, ma esattamente come accaduto ieri e nei giorni precedenti, l’aumento delle temperature e il ritorno del vento hanno riacceso i focolai, complice anche l’assenza di mezzi aerei dirottati su altri fronti del Piemonte, a partire dall’Alessandrino. Il più importante sulla cresta del versante di Desertetto e Madonna del Colletto, con il fumo visibile anche a chilometri di distanza. Le fiamme rischiano di oltrepassare la valle Gesso e raggiungere le conifere della valle Stura. «Dovesse accadere, sarebbe devastante – avverte il sindaco di Valdieri, Guido Giordana –, perché un conto è un incendio nel sottobosco di faggio, tutt’altra cosa in una pineta: con questo caldo e questa siccità, è come se gli alberi fossero benzina». La situazione resta molto delicata e complessa. «Le condizioni climatiche stanno ostacolando le operazioni di spegnimento, bonifica e messa in sicurezza – aggiunge il primo cittadino -. All’alba le sensazioni erano positive, ma la temperatura del terreno ha raggiunto livelli talmente elevati che è sufficiente il calore del sole per innescare nuovi roghi, anche al di fuori dei perimetri già colpiti».
Incendio a Valdieri, ora le fiamme minacciano la Valle Stura: “Gli alberi diventano benzina”
Il vento e l’assenza di forze aeree ridà vigore ai roghi che sembravano estinti. Il sindaco: “Il suolo è rovente, basta il calore del sole per innescare nuovi …









