«Speriamo di scrivere la parola fine entro oggi. Speriamo, ma la situazione è ancora difficile». Negli auspici del sindaco di Valdieri, Guido Giordana, tutta la tensione a oltre 48 ore dall’incendio in valle Gesso che da venerdì notte sta devastando il monte della Piastra, sopra il paese. Una ferita che continua a “sanguinare” di fumo denso, non lontano dal Santuario di Madonna del Colletto e dall’abitato di San Lorenzo. Oggi (lunedì 3 agosto) sono tornati in azione i Canadair e gli elicotteri, mentre proseguono senza sosta le operazioni di spegnimento e bonifica che hanno visto impegnate decine di vigili del fuoco di Cuneo, volontari di Busca e Morozzo, squadre degli Antincendi boschivi, uomini e donne dell’ente Aree protette delle Alpi Marittime. «A tutti loro va un sincero ringraziamento - sottolinea il primo cittadino dal campo base, allestito al distributore di Valdieri -, per il costante lavoro a tutela del territorio». E ringrazia anche l’amministrazione comunale di Roccavione «disponibile da subito e che ha fornito la cena di ieri sera a tutti i soccorritori presenti».
Incendio in Valle Gesso, Canadair in azione
Oltre 50 ettari di bosco distrutti Le squadre hanno presidiato la zona tutta la notte, per creare delle piste taglia-fuoco e controllare l’evoluzione del fronte che ha già distrutto oltre 50 ettari di bosco. Il problema sono le rocce e i massi bollenti che si staccano dall’alto, in una zona impervia, e rotolano pericolosamente verso valle, rischiando di innescare nuovi focolai. «Invitiamo la cittadinanza al massimo rispetto delle indicazioni fornite dagli operatori in servizio» conclude il sindaco Giordana. Chiuso il traffico In una nota, l’amministrazione inoltre avvisa «tutti i cittadini e gli automobilisti diretti verso l’Alta Valle Gesso che il tratto di strada provinciale potrà essere temporaneamente chiuso al traffico dalla rotonda in direzione frazione San Lorenzo. La misura è fondamentale per garantire la sicurezza ed evitare pericoli causati dai frequenti passaggi dei mezzi aerei impiegati nelle operazioni». -------------- Aggiornamento alle ore 16 L'attività è ancora concentrata sul fronte laterale della montagna che minaccia una folta pineta vicino alle abitazioni. Non sul rogo originale, causato da un fulmine, e che ha devastato 50 ettari in quota in tre giorni. Dalla cima rotolano massi incandescenti, che i soccorritori riescono a fermare grazie alle barriere tagliafuoco e al rafforzamento delle linee di protezione lungo i sentieri. «Se il rogo dovesse raggiungere gli alberi, con questo caldo e questa siccità si scatenerebbe l’inferno», avverte il sindaco di Valdieri Guido Giordana. Dopo 50 ore di azione a 1.400 metri di altitudine, la fatica si fa sentire per le oltre 60 persone sul campo tra vigili del fuoco, volontari Aib, Soccorso alpino, Protezione civile e personale del Parco delle Alpi Marittime. Al presidio di coordinamento, gli operatori si rifocillano grazie alla solidarietà di abitanti, commercianti e Comuni. Gianmario Librizzi è il direttore delle operazioni di spegnimento (Dos) del comando provinciale vigili del fuoco di Cuneo: «Abbiamo affrontato enormi difficoltà - spiega -, legate alle pendenze e alle raffiche di vento fino a 80 chilometri all’ora. Sabato, l'intervento di elicotteri e Canadair ha agevolato la bonifica a terra. La grande sinergia con i volontari Aib ha riportato il quadro sotto controllo. Non mi sbilancio, ma la situazione è in netto miglioramento. Ora possiamo concentrarci sui singoli focolai residui. Ringrazio il Comune di Valdieri per il supporto logistico». L'incendio dovrebbe essere domato nel pomeriggio, ma la guardia resta altissima e ci saranno presidi operativi anche durante la notte.












