A Valdieri l’emergenza incendi rimane altissima dopo oltre quattro giorni di roghi sul monte della Piastra. Il fuoco, innescato venerdì notte da un fulmine sul versante di Desertetto (oltre 50 ettari di terreno devastato) e poi alimentato da forte vento e siccità, si è esteso su un canalone ripido e impervio, arrivando a soli 15 metri da una pineta vicina al paese. Nonostante l'impegno senza sosta di vigili del fuoco, volontari Aib, Soccorso alpino, Protezione civile e Parco delle Alpi Marittime, la situazione è tornata ad aggravarsi ieri sera (lunedì 3 agosto), a causa del rotolamento di pietre e massi incandescenti dalla cima della montagna. Almeno tre focolai erano ben visibili, anche a occhio nudo nell'oscurità, dal centro del paese.
Stamane (martedì 4 agosto), la situazione è andata in costante peggioramento, a causa della ripresa delle raffiche, delle elevate temperature, della siccità e del terreno impervio, con i focolai giunti a pochi metri dalle piante. Come se non bastasse, oggi pomeriggio il fuoco è ripreso anche sul versante iniziale di Desertetto: appena 20 metri di fronte, ma per domarlo non sono serviti nemmeno due passaggi consecutivi di Canadair. Il sindaco Guido Giordana, presente in prima linea al campo base fin dall’inizio dei soccorsi, esprime tutta l’angoscia della comunità per il rischio che le fiamme raggiungano la pineta che sovrasta le abitazioni: «Se dovessero colpirli - ribadisce - sarebbe un inferno». E ha lanciato un appello alle istituzioni: «Servono interventi aerei continuativi, non ‘spot’, per evitare un peggioramento che metterebbe a rischio le case. Siamo consapevoli che ci sono altre emergenze in Piemonte, ma la minaccia qui è sempre più concreta. Ci sentiamo impotenti e spaventati per quello che potrebbe ancora accadere».











