Giancarlo Giorgetti (Ansa)
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Il governo ieri ha fatto un passo importante per l’attivazione della cosiddetta clausola di salvaguardia nazionale che consente di richiedere all’Unione europea la possibilità di deviare temporaneamente dai requisiti di bilancio per affrontare maggiori spese sul fronte della Difesa e della sicurezza energetica.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato che l’Italia chiederà nell’arco di un triennio uno 0,6% del Pil per la sicurezza energetica e lo 0,9% del Pil per la Difesa. In cifre assolute -utilizzando come base di riferimento il Prodotto interno lordo nominale tendenziale per il 2026-28 contenuto nel Documento di finanza pubblica – si tratta di circa 14 miliardi per l’energia e di circa 21-22 miliardi per la Difesa.
Quello che c’è di nuovo – ha spiegato il ministro Giorgetti alla Camera – è che nell’ambito di questo 1,5% di scostamento uno 0,3% l’anno può essere dedicato alla sicurezza energetica, per un massimo pari allo 0,6%. Giorgetti ha spiegato che «il governo intende chiedere il massimo fino allo 0,6% per la parte energetica mentre per quanto riguarda la Difesa ci si fermerà allo 0,9%».











