L’Italia chiederà alla Commissione europea l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale dell’1,5% del pil.
Usando il massimo concesso, lo 0,6% del pil cumulato nel triennio 2026-28, per la sicurezza energetica.
A cui sommerà lo 0,9% del pil destinato alla difesa, «su cui invece non prenderemo quindi il massimo».
D’altronde «è stato chiarito che il ricorso agli spazi di flessibilità per la sicurezza energetica è subordinato all'utilizzo di quelli destinati alla Difesa e comunque nel limite complessivo dell'1,5% del Pil annuo».
Lo ha precisato il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, parlando con i cronisti in Transatlantico alla Camera prima dell'avvio delle sue comunicazioni sull'avvio della procedura di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale o national escape clause (Nec), di cui «ciascuno Stato membro dell’Unione può richiedere l’attivazione in «circostanze eccezionali al di fuori del suo controllo che abbiano rilevanti ripercussioni sulle sue finanze pubbliche».










