Per l'energia l'Italia chiederà il massimo della flessibilità europea (0,6 per cento), mentre sulla difesa ci si fermerà allo 0,9 per cento. È quanto ha illustrato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti durante le comunicazioni del governo che si sono svolte questa mattina alla Camera e nel pomeriggio in Senato. Lo spazio fiscale non potrà essere usato per i sussidi temporanei come il taglio delle accise. Giorgetti si è presentato nell'Aula della Camera per comunicare ufficialmente l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale. L'obiettivo prioritario del governo è sfruttare il margine di flessibilità previsto dalle normative comunitarie per sostenere le spese strategiche nei settori della sicurezza energetica e della difesa nazionale. Nel corso del suo intervento, il titolare del Mef ha tracciato il quadro preciso delle richieste che l'Italia presenterà formalmente a Bruxelles. Il perimetro complessivo delineato dalla disciplina europea prevede una clausola originaria concepita per la spesa militare, pari all'1,5% all'anno. La principale novità risiede nella possibilità di destinare una quota di questa dote alla sicurezza energetica, per un valore massimo dello 0,3% all'anno su un arco biennale, portando il totale potenziale per l'energia allo 0,6%. Su questo fronte, la linea dell'esecutivo è orientata al massimo utilizzo delle quote disponibili. Parlando con i giornalisti prima del suo ingresso, Giorgetti ha confermato l'intenzione di chiedere l'intera dote per la sicurezza energetica, una scelta indirizzata a proteggere famiglie e tessuto produttivo dall'instabilità dei mercati energetici. Diverso, invece, l'approccio relativo alle spese strettamente militari. Per la difesa il governo non intende saturare l'intero margine teorico, ma fermarsi allo 0,9%. La combinazione tra lo 0,6% per l'energia e lo 0,9% per la difesa va così a comporre esattamente la quota totale dell'1,5% consentita dalle regole dell'Unione.Un passaggio centrale della relazione di Giorgetti ha riguardato i criteri di ammissibilità degli interventi finanziabili tramite la clausola. Il ministro ha chiarito con precisione quali capitoli di spesa potranno godere della flessibilità sui saldi di bilancio e quali dovranno invece trovare copertura nell'ambito della programmazione ordinaria. Restano escluse dal raggio d'azione della salvaguardia tutte le misure a carattere temporaneo o di emergenza. Il Me ha specificato che non potranno essere conteggiate le norme rivolte ad attenuare provvisoriamente la crisi o i sussidi diretti e indiretti, come per esempio la riduzione delle accise sui carburanti. L'impostazione concordata in sede europea impone infatti che i margini di sforamento siano riservati in via esclusiva a interventi strutturali e di investimento.Giorgetti ha ricordato che la Commissione europea ha invitato gli stati membri interessati a presentare la richiesta di attivazione o di estensione della clausola entro la metà di agosto 2026, con valutazione a settembre e formalizzazione della raccomandazione nell'Ecofin di ottobre. A seguito della raccomandazione del Consiglio, ha aggiunto, si procederà in via analoga al ricorso alla procedura del cosiddetto scostamento di bilancio, sul quale il Parlamento sarà chiamato a deliberare in vista della prossima manovra.