Il governo chiederà l’intero margine previsto per la sicurezza energetica, pari allo 0,6% del Pil, mentre per le spese per la difesa si fermerà allo 0,9%. Lo ha annunciato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, arrivando alla Camera per le comunicazioni sulla clausola di salvaguardia nazionale.

"La clausola originaria era quella sulla difesa, che era 1,5% all'anno - ha spiegato Giorgetti -. Quello che c'è di nuovo è che nell'ambito di questo 1,5% uno 0,3% all'anno, per un massimo di 0,6, può essere dedicato alla sicurezza energetica. Quindi, noi sicuramente prenderemo tutto il massimo, cioè chiederemo tutto il massimo, poi vediamo cosa ci dicono, della sicurezza energetica, cioè lo 0,6", mentre sulla parte dedicata alle spese per la difesa "non prenderemo il massimo e ci fermeremo allo 0,9%".

Quanto alla possibilità di includere spese già sostenute a partire dal 28 febbraio, il ministro ha precisato che i criteri non dipendono dal governo italiano ma dalle indicazioni europee. "La decisione della Commissione europea, precisa il tipo di spese, da quando esse siano maturate e che si possono utilizzare, quindi non è una decisione nostra. Quindi, noi dovremo muoverci all'interno delle prescrizioni della Commissione, che ha fatto molta fatica a concedere questa eccezione sull'energia, ma l'ha ricondotta a determinate spese".