«La clausola originaria era quella sulla difesa ed era 1,5% all'anno. Quello che c'è di nuovo è che nell'ambito di questo 1,5% uno 0,3% l'anno, per un massimo di 0,6%, può essere dedicato alla sicurezza energetica. Noi sicuramente chiederemo tutto il massimo, quindi 0,3% più 0,3% uguale 0,6%». Per la parte di difesa invece «non prenderemo il massimo e ci fermeremo a 0,9%». Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, a margine delle comunicazioni alla Camera sulla clausola di salvaguardia. A chi gli domanda della possibilità di chiedere spese già effettuate al 28 febbraio, il ministro Giorgetti ha ricordato che «questo lo dice la decisione della Commissione Ue, che precisa il tipo di spese e e come si possono utilizzare, quindi non è una decisione nostra e dovremo muoverci all'interno delle prescrizioni della Commissione, che ha fatto molta fatica a riconoscere questa eccezione sull'energia ma l'ha ricondotta a determinate fattispecie». «In base alle esigenze indicate dal Parlamento e dai ministeri competenti saranno avviate le attività istruttorie con la Commissione Ue per la definizione degli interventi in materia di sicurezza energetica che potranno interessare famiglie, attività produttive, infrastrutture energetiche di trasporto e più in generale il settore pubblico. Tali interventi saranno coordinati con quelli previsti dal piano sociale per il clima», ha fatto sapere Giorgetti. Sono escluse dalla clausola di salvaguardia per le spese energetiche «misure che tendono ad attenuare provvisoriamente la crisi in atto come quelle sulle accise o sussidi diretti e indiretti e al settore privato che non portano ad un miglioramento strutturale»., ha aggiunto il ministro dell'Economia.
Giorgetti: “Chiederemo alla Ue lo 0,9% per la difesa, per l’energia il massimo cioè lo 0,6”
Il ministro dell’Economia parla alla Camera. Dalla misura esclusi i tagli per le accise sul carburante










