«Noi sicuramente chiederemo tutto il massimo della sicurezza energetica, cioè lo 0,3% più 0,3% uguale 0,6%. Sulla parte difesa invece non prenderemo il massimo e ci fermeremo a 0,9%». Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti arrivando alla Camera per le comunicazioni sulla clausola di salvaguardia nazionale per richiedere all’Unione la possibilità di spendere la flessibilità concessa in difesa ed energia. «La clausola originaria era sulla difesa ed era l’1,5% all’anno. Quello che c’è di nuovo è che nell’ambito di questo 1,5%, uno 0,3% l’anno per un massimo di 0,6% può essere dedicato alla sicurezza energetica», ha spiegato il ministro.
Parlando alla Camera Giorgetti ha chiarito che sono escluse dalla clausola di salvaguardia per le spese energetiche «misure che tendono ad attenuare provvisoriamente la crisi in atto come quelle sulle accise o sussidi diretti e indiretti e al settore privato che non portano ad un miglioramento strutturale».
Ok dell’Ue alla clausola a ottobre, poi lo scostamento
Quato ai tempi, il ministro dell’Economia ha speigato che la Commissione europea valuterà le richieste sulla richiesta della clausola di salvaguardia nazionale «nel mese di settembre, eventualmente raccomandandone l’approvazione al Consiglio, che dovrebbe formalizzare la raccomandazione nella riunione Ecofin di ottobre. A seguito di tale raccomandazione si procederà, anche nelle more dell’aggiornamento della disciplina contabile nazionale alla nuova governance economica europea, in via analoga, al ricorso alla procedura prevista dall’articolo 6 della legge n.243 del 2012, al fine di poter dare conto del quantum delle clausole utilizzate e degli interventi ai quali le relative risorse saranno destinate, cioè il cosiddetto scostamento di bilancio».










