L’Italia, previa trattativa con la Commissione Ue e via libera del Parlamento, chiederà di utilizzare l’intero margine di flessibilità previsto dalla clausola di salvaguardia europea per la sicurezza energetica e per la difesa: lo 0,6% del Pil per l’energia (14,4 miliardi di euro) e lo 0,9% per la difesa (21,7 miliardi), pari complessivamente all’1,5% del Pil nel triennio fino al 2028. Lo ha chiarito il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, nelle sue attese comunicazioni alla Camera sull’attivazione della clausola di salvaguardia prevista dalle nuove regole di bilancio dell’Ue. Dopo la sua informativa verrà votata la risoluzione di maggioranza che deve autorizzare l’esecutivo a richiedere l’attivazione della clausola.
“La clausola originaria era quella sulla difesa, era 1,5% l’anno”, ha ricordato il titolare di via XX Settembre. “Quello che c’è di nuovo è che nell’ambito di questo 1,5%, uno 0,3% all’anno, per un massimo di 0,6%, può essere dedicato alla sicurezza energetica. E quindi noi sicuramente chiederemo tutto il massimo, poi vediamo cosa ci dicono, per la sicurezza energetica, cioè 0,3% più 0,3% uguale 0,6%. Per la parte difesa invece non prenderemo il massimo e ci fermeremo a 0,9%“. In realtà lo 0,9% è il massimo previsto dalla attuale versione della clausola.











