TREVISO Sempre più cicale, che in città fino a poco tempo fa praticamente non si erano mai viste mentre quest’anno proliferano e i loro “concertini” tra le fronde si sentono un po’ ovunque; ma anche sempre più blatte, i comuni scarafaggi, attirati dal clima torrido e non proprio piacevoli alla vista.
Sono le due facce della stessa medaglia: il cambiamento climatico che sta investendo la Marca. Le temperature roventi di questi ultimi anni stanno cambiando tante cose, compresa la presenza di insetti prima molto rari a queste latitudini. E se per le cicale l’effetto è anche gradevole, il classico frinire estivo dei maschi in attesa di accoppiamento allieta l’atmosfera di piazze e vie alberate, per gli scarafaggi il risultato è diametralmente opposto: la sola vita provoca sensazioni di disagio. Eppure in questi mesi il loro numero è aumentato a dismisura anche in città.Caldo, i plateatici si svuotano. L'allarme di negozi ed esercizi: «L'afa incide su commercio e turismo: ripensare orari e offerte» L’analisi «È l’effetto del cambiamento climatico - spiega Stefano Vanin, trevigiano, entomologo forense e professore associato di Zoologia all’Università di Genova e coordinatore dei corsi di Biologia dello stesso ateneo - nelle nostre città vediamo insetti mai visti prima o visti molto raramente. L’alzamento delle temperature sta portando vari mutamenti. Per esempio quello delle blatte che in città come Treviso, ma non solo, saranno sempre di più. Il caldo ne favorisce la proliferazione. Si riproducono soprattutto nelle tubature, nei piccoli spazi, dove c’è accumulo di rifiuti. E saranno sempre di più. Possiamo fare qualcosa per limitarne il numero? Sì, tipo tenere i fossi aperti e non tombinati, che poi sarebbe utile anche per limitare le zanzare, e creare le condizioni per riportare alcune specie predatorie autoctone come ragni, coleotteri, imenotteri. Insomma, rimedi biologici».Caldo, le alte temperature danneggiano anche i cavi interrati dell'Enel: blackout in tutta la Marca, condizionatori e tivù in tiltIl canto Come detto, al di là degli scarafaggi, l’altro elemento è la presenza ormai fissa delle cicale. Una novità per il nostro territorio: «Anche queste sono sempre di più - conferma Vanin - da noi, fino a qualche anno fa, non ce n’erano. Poi, con l’alzarsi del riscaldamento, si sono spostate sempre più verso nord. E adesso hanno colonizzato praticamente tutte le città». Un po’ tutti gli insetti col caldo aumentano la loro attività. Le cicale lo fanno in modo particolare. Per due-tre anni stanno sotto terra sotto forma di nifee, quando diventano adulte escono per riprodursi: «La cicala presente nel nostro territorio è diversa da quella americana che ha un ciclo vitale anche di 17 anni. Quella nostrana va dai 2 ai 5 anni. In genere, quando sbuca dal terreno, dura una stagione. E più fa caldo e più canta».Caldo, le alte temperature danneggiano anche i cavi interrati dell'Enel: blackout in tutta la Marca, condizionatori e tivù in tilt La visione La cicala non è pericolosa. È solo un indicatore biologico importante dell’ambiente che cambia: «Vero, la cicala non è pericolosa e non porta malattie - assicura Vanin - anzi alla lunga diventa parte del paesaggio. Altri insetti sempre più presenti sono le mantidi religiose, una specie invasiva alle nostre latitudini. E poi ovviamente le zanzare. Però questi cambiamenti ci inducono a riflettere sulla necessità di città sempre più verdi e più fresche. Vanno benissimo i boschi attorno alla città come sta facendo questa amministrazione, vanno bene i viali alberati ma sarebbero molto utili soprattutto i parcheggi ricchi di alberi».Caldo, è una delle estati più afose in Veneto dal 1991: in Pianura Padana scatta l'emergenza inquinamento (anche) per gli allevamenti intensivi. Le previsioni Allarme grilli Nel frattempo è anche allarme grilli in città: pioggia di segnalazioni dei cittadini al Comune. Tanto che, da Ca' Sugana, si sono subito attivati per affrontare il problema: «A seguito delle numerose segnalazioni ricevute dai cittadini in merito alla presenza di grilli in diverse aree della città - spiegano -, il Comune di Treviso si è attivato richiedendo un parere tecnico al Servizio Veterinario dell’Usl, con l'obiettivo di acquisire indicazioni puntuali sulle caratteristiche del fenomeno e sulle più corrette modalità di gestione. Dall'analisi della documentazione fotografica raccolta è stato identificato l'insetto come Eumodicogryllus bordigalensis, una specie la cui proliferazione è favorita dalle attuali condizioni meteorologiche, caratterizzate da temperature elevate e scarse precipitazioni».«Il servizio veterinario dell’azienda sanitaria - rassicurano da Ca' Sugana - ha chiarito che la presenza di questi insetti non rappresenta un problema sanitario, in quanto la specie non costituisce un importante vettore di malattie infettive. Si tratta inoltre di un fenomeno destinato a ridursi naturalmente nell'arco di circa quindici giorni, poiché gli insetti, nutrendosi di vegetali e detriti organici, tendono progressivamente a esaurire le risorse disponibili nell'ambiente urbano».Sulla base delle indicazioni, il Comune invita i cittadini ad adottare alcuni semplici accorgimenti, come «evitare l'utilizzo di insetticidi chimici, il cui impiego è sconsigliato perché elimina anche le specie predatrici, può provocare cattivi odori dovuti alla decomposizione degli insetti e favorire la presenza di altri organismi indesiderati; limitare, quando possibile, l'accensione delle luci esterne o utilizzare illuminazione a led con tonalità fredda, meno attrattiva per questa specie; procedere alla rimozione meccanica degli esemplari presenti; sigillare eventuali fessurazioni negli edifici e installare zanzariere per limitare l'ingresso degli insetti negli ambienti interni; ridurre l'accesso ai locali seminterrati, che rappresentano luoghi di rifugio per la specie; evitare l'accumulo di materiale vegetale morto, come sfalci d'erba, paglia o fieno, che può favorirne la riproduzione».











