Le farfalle non aspettano i bollettini sul clima. Se la primavera arriva troppo presto, un’ondata di calore altera le fioriture o un prato viene sostituito dal cemento, fanno l’unica cosa che possono: si spostano. Il loro volo, apparentemente leggero, sta così ridisegnando una parte della geografia del pianeta. Più di 1.700 specie, distribuite in 105 Paesi, non vivono più soltanto nei territori in cui erano state osservate storicamente: è quanto emerge da un’ampia ricerca pubblicata su Nature Ecology & Evolution. Circa una farfalla su dieci tra quelle conosciute ha modificato il proprio areale, avanzando verso zone nuove, arretrando da quelle originarie o facendo entrambe le cose contemporaneamente. Non si tratta, dunque, di una grande migrazione collettiva verso nord, ordinata e facilmente leggibile.
I sensori biologici registrano i cambiamenti
Alcune specie conquistano altitudini maggiori, altre attraversano confini geografici che un tempo sembravano invalicabili. Altre ancora perdono terreno nelle aree più calde senza riuscire a compensare altrove ciò che hanno lasciato.In 32 dei Paesi esaminati, almeno un quarto delle specie autoctone ha cambiato distribuzione. In dieci nazioni la quota supera la metà. “Le farfalle stanno modificando i propri confini in tutti i continenti in cui sono presenti”, spiega al New York Times Shawan Chowdhury, ecologo della Monash University di Melbourne e coordinatore dello studio. Del resto, le farfalle sono tra le specie più sensibili al climate change: il loro ciclo vitale dipende da una combinazione delicata di temperatura, umidità, presenza di piante nutrici e disponibilità di fiori. E non basta che un ambiente appaia ancora verde perché continui a essere abitabile. Una fioritura anticipata di poche settimane può lasciare gli adulti senza nettare, la scomparsa di una sola pianta può privare i bruchi del loro alimento, una sequenza di giornate torride può alterare tempi e possibilità della riproduzione. Si tratta, in altre parole, di “sensori biologici” molto raffinati: registrano cambiamenti che il paesaggio, a uno sguardo distratto, riesce ancora a nascondere.












