Lo studio “Extensive climate-induced range shifts in butterflies across the globe”, pubblicato su Nature Ecology & Evolution da un team internazionale di ricercatori guidato da Shawan Chowdhury della School of Biological Sciences della Monash University ha rivelato che una specie di farfalla su dieci a livello globale ha modificato il proprio areale di distribuzione, i cambiamenti climatici e gli eventi meteorologici estremi sono responsabili di quasi l'80% degli spostamenti documentati. Lo studio, il più ampio nel suo genere, ha analizzato 6.182 segnalazioni di spostamenti di areale per 1.758 specie in 105 Paesi, basandosi su letteratura scientifica in inglese e in altre lingue, nonché su 68 valutazioni di esperti.Chowdhury, responsabile del Global Change Ecology Lab della Monash University, ha sottolineato che «I risultati mettono in luce un mondo naturale in rapida evoluzione e importanti lacune nel modo in cui vengono monitorati i cambiamenti della biodiversità. Abbiamo scoperto che le specie di farfalle stanno spostando il loro areale in ogni continente in cui sono presenti. La portata del fenomeno è sorprendente e si sta verificando ben oltre le regioni più studiate di Europa e Nord America. Il cambiamento climatico è ormai una forza dominante che sta rimodellando gli habitat in cui le specie possono sopravvivere. Per molte farfalle, l'unica opzione per sopravvivere è spostarsi, spesso rapidamente, verso le zone con condizioni più favorevoli».Lo studio dimostra che l'80% delle specie di farfalle ha ampliato il proprio areale, spostandosi spesso in aree di nuova idoneità con l'aumento delle temperature. Allo stesso tempo, il 27% ha ridotto il proprio areale e il 22% si è spostato lungo i gradienti altitudinali, anche se gli spostamenti altitudinali sono raramente documentati ai tropici, un aspetto di grande rilevanza dati i ristretti limiti termici delle specie tropicali.Quando i ricercatori hanno esaminato quante specie avevano registrato spostamenti di areale in ciascun Paese, si sono distinti 5 Paesi europei: Repubblica Ceca, Finlandia, Lussemburgo, Spagna e Svezia, ognuno dei quali vanta segnalazioni per oltre la metà delle sue specie di farfalle. Considerando solo le specie note per aver spostato il proprio areale all'interno di un determinato Paese o altrove, in 32 Paesi sono stati documentati spostamenti per almeno un quarto delle specie di farfalle conosciute e in 10 Paesi per più della metà.Per Chowdhury, «Una delle scoperte più sorprendenti è stata la quantità di prove che ci sfuggivano. Quando abbiamo incluso studi non in lingua inglese e conoscenze di esperti, è emerso un quadro globale completamente diverso. Senza queste fonti, avremmo sottovalutato drasticamente i modelli globali di spostamento degli areali, trascurando soprattutto i modelli chiave nelle zone tropicali, dove vive l'80% delle specie di insetti». La ricerca evidenzia gravi lacune geografiche: l'Africa centrale, il Sud-est asiatico, la Nuova Guinea e il bacino amazzonico rimangono gravemente sottorappresentati, nonostante siano hotspot di biodiversità a livello globale. Queste sono le regioni in cui le specie sono più vulnerabili e delle quali sappiamo meno. Le farfalle tropicali vivono già vicine ai loro limiti termici superiori. Anche piccoli aumenti di temperatura possono spingerle oltre tali limiti, soprattutto quando i cambiamenti nell'uso del suolo stanno distruggendo proprio gli habitat dao quali le farfalle dipendono per spostarsi e seguire i climi adatti».Gli autori dello studio avvertono che «Senza un monitoraggio della biodiversità equo, standardizzato e multilingue, gli sforzi di conservazione rischiano di essere guidati da una base di dati incompleta e distorta. Questi spostamenti di massa di farfalle in tutto il mondo evidenziano la necessità di iniziative di conservazione che possano aiutarle. Questo include l'identificazione e la protezione dei luoghi che probabilmente, con il cambiamento climatico, offriranno le condizioni più ospitali per una specie; la riduzione dei danni derivanti da attività come l'agricoltura; la conservazione dei territori che collegano diverse aree di habitat per aiutare le farfalle nei loro spostamenti; e la previsione delle possibili rotte migratorie delle specie per valutare quali aree proteggere».Le farfalle attirano l'attenzione grazie ai loro splendidi colori e alle straordinarie metamorfosi che subiscono da larva ad adulto, l'allarme per i cambiamenti nella loro distribuzione non riguarda solo gli insetti. È anche un segnale d'allarme che qualcosa di più grande non va. Così come il libro di Rachel Carson "Primavera silenziosa" collegava la moria di insetti causata dai pesticidi a un più ampio caos ecologico, anche dagli spostamenti di areale delle farfalle si può cogliere un messaggio più profondo. Chowdhury ricorda che «Le farfalle sono indicatori precoci. Se la loro distribuzione si sta modificando in modo così drastico, questo segnala profondi cambiamenti negli ecosistemi. Abbiamo urgente bisogno di un monitoraggio globale coordinato, soprattutto nelle zone tropicali, per capire cosa stanno facendo le specie, dove si stanno spostando e come possiamo proteggerle. Questo è particolarmente importante per raggiungere gli obiettivi del Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework».