La risoluzione della maggioranza approvata ieri alla Camera contiene una formula prudente: impegna il governo a valutare il ricorso a Safe, ma soltanto "ove ritenuto complessivamente vantaggioso". In sostanza, chiede all'esecutivo di verificare se i prestiti europei per la difesa siano più convenienti delle normali forme di finanziamento dello stato. Il problema è che questa verifica è già stata fatta. E non da Bruxelles o dalle opposizioni, ma dallo stesso esecutivo, in due documenti ufficiali.Un documento coincide con l'ultimo Documento di finanza pubblica, scritto dal ministero dell'Economia e approvato dall'intero Consiglio dei ministri. Il Dfp afferma che Safe offre vantaggi finanziari rispetto alle normali emissioni di debito sovrano: beneficia delle condizioni ottenute dall'Unione europea, prevede scadenze fino a 45 anni e dieci anni di grazia prima del rimborso del capitale. Il secondo è il Documento programmatico pluriennale 2025-2027 del ministero della Difesa. Nell'introduzione firmata da Guido Crosetto si legge una frase ancora più netta: SAFE consente di finanziare l'ammodernamento dello strumento militare con una modalità "più vantaggiosa rispetto al debito pubblico ordinario".La questione, dunque, è semplice. Safe non offre denaro a fondo perduto: offre prestiti, che vanno restituiti e utilizzati rispettando precise condizioni europee. Si può discutere su quali programmi finanziare, su quante risorse chiedere, sui tempi e sui vincoli industriali. Ma non si può fingere che il governo non abbia ancora stabilito se lo strumento sia conveniente. Lo ha già scritto il Mef. Lo ha già scritto la Difesa. Lo ha già approvato il Consiglio dei ministri. La formula inserita nella risoluzione serve a coprire un problema politico: tenere insieme chi nella maggioranza vuole usare Safe e chi, soprattutto nella Lega, continua a guardarlo con sospetto. Risultato: il Parlamento impegna il governo a valutare ciò che il governo ha già valutato. Non è prudenza sui conti. E' prudenza nei rapporti interni alla coalizione.In Parlamento
Le contorsioni della maggioranza sulle spese militari
Nella risoluzione approvata in Parlamento i partiti di centrodestra chiedono al governo se il governo ha ragione a dire che il Safe conviene. Ma la verifica è già stata fatta: e non da Bruxelles, bensì dallo stesso esecutivo











