Prima lo scontro tra i ministri Guido Crosetto e Giancarlo Giorgetti, poi – pochi giorni fa – il titolare dell’Economia durante il Question time a Montecitorio aveva detto che sull’ipotesi di utilizzo dei fondi Safe (Security for Action Europe) “deciderà il Parlamento“. Alla fine però il governo annuncia la decisione presa. Anzi forse no. “Abbiamo deciso di utilizzare Safe chiedendo un intervento di 14,9 miliardi entro la fine dell’anno, formuleremo la nostra proposta, poi dirà l’onorevole Crosetto per come investirli nell’anno successivo”, ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo nel dibattito nel seguito dell’informativa sugli esiti del Vertice Nato di Ankara resa col ministro della Difesa Guido Crosetto alle Commissioni Affari Esteri e Difesa di Camera e Senato. Poi però arriva la retromarcia. Lasciando l’audizione in Parlamento Tajani ha precisato che il governo ha “prenotato” i 14,9 miliardi delle risorse Safe, e deciderà entro la fine dell’anno cosa utilizzare, lasciando intendere che non è stata presa ancora una decisione su quanto utilizzare dei 14,9 miliardi a disposizione.
“Il Safe, per come è stato impostato, è uno strumento di finanziamento della difesa militare, non aggiuntivo. È una scelta totalmente tecnica che il ministro farà entro al fine dell’anno”, ha aggiunto Crosetto. “Sui 14,9 miliardi di cui parlava prima il ministro Tajani, valuteremo quanto utilizzarne in modo tecnico in alternativa ai BoT e ai CcT, dal punto di vista della convenienza finanziaria“, ha aggiunto il ministro della Difesa. “La scelta politica – ha continuato – sarà lo scostamento di bilancio che voteremo, se voteremo, a settembre, sullo 0,9 per la difesa e lo 0,6 per l’energia”. “Quelle – ha concluso – saranno scelte politiche, sia sull’energia che sulla difesa. A oggi il Safe è una scelta puramente tecnica come finanziamento delle attuali spese della difesa”.











