Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiSul Security Action for Europe (Safe) il ministro dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, credeva di aver dettato la linea, ma non aveva considerato la variabile Antonio Tajani, ministro degli Esteri e vicepremier. Fino a settimana scorsa i paletti erano che il Parlamento avrebbe valutato gli aspetti positivi e negativi del Safe e poi avrebbe deciso cosa fare. Giorgetti aveva inoltre anche precisato che questo Governo «non ha problemi a finanziarsi sui mercati», per reperire le risorse necessarie anche in sostituzione dei fondi Safe. Tutto sotto controllo, anche sul versante Ue. Dopo la fretta che la Commissione, il 24 giugno, aveva messo ai vari Stati Ue, tra cui l’Italia, per accettare i fondi Safe (resta ancora un mese di tempo e poi quei 14,9 miliardi di euro chiesti da Roma, non ancora riscossi verranno ricollocati) la situazione si era stabilizzata con Giorgetti che aveva spiegato come entro settembre il Governo italiano avrebbe deciso cosa fare.

Tranquillità scossa da Tajani che ha dato il via, nella mattinata del 28 luglio, ad una serie di smentite, dichiarazioni e contromosse dell’Ue e degli alleati di governo che fino al giorno prima non ci si aspettava.