La risoluzione presentata alla Camera da Pd, M5s e Avs ha un pregio: chiarisce che cosa intenda oggi una parte larga dell’opposizione quando parla di Europa. Non un insieme di regole e strumenti da usare per gli obiettivi per cui sono stati costruiti, ma un luogo al quale chiedere di cambiare destinazione alle risorse quando quella prevista non coincide con il proprio programma. Chiarisce anche come, il campo largo a trazione M5s abbia più a cuore la propaganda politica che una seria proposta politica.La risoluzione del campo largo, infatti, prevede che lo scostamento di bilancio “sia esclusivamente indirizzato al contrasto della povertà assoluta, al finanziamento della sanità pubblica, al sostegno delle famiglie e delle imprese colpite dalla crisi energetica e agli investimenti necessari a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili”. Allo stesso tempo “escludendo che le risorse disponibili siano destinate a impegni di spesa militare”. Il paradosso è evidente. La Commissione ha consentito all’applicazione della clausola di salvaguardia nazionale proprio per consentire agli stati membri di aumentare temporaneamente le spese per la difesa senza violare il percorso della spesa netta. In seguito ne ha proposto un’estensione limitata alla sicurezza energetica: fino allo 0,3 per cento del Pil l’anno e allo 0,6 complessivo nel triennio 2026-2028, sempre dentro il tetto generale dell’1,5 per cento. Una parte delle richieste dell’opposizione, quella relativa all’energia, può dunque rientrare nel nuovo perimetro europeo. La sanità e il contrasto alla povertà, per quanto siano obiettivi legittimi, no. E soprattutto non si può fingere che lo strumento sia nato per tutto tranne che per la difesa. Pd, M5s e Avs chiedono in sostanza di attivare una clausola per scopi che Bruxelles non contempla e di vietarne l’uso per lo scopo principale per cui Bruxelles l’ha prevista.Il problema non è desiderare più fondi per ospedali, famiglie e imprese. Il problema è presentare un elenco di desideri come se fosse una proposta di finanza pubblica, senza indicare quale modifica delle regole europee si intenda ottenere, con quali alleati, in quali tempi e con quali conseguenze sul debito. Una risoluzione parlamentare dovrebbe orientare concretamente l’azione del governo. Questa assomiglia invece a un manifesto elettorale: sanità sì, povertà sì, energia sì, difesa no.Inoltre la risoluzione parla anche di “attivarsi per superare il piano di riarmo degli eserciti nazionali privo di coordinamento, puntando alla costruzione di una vera difesa comune europea”.. E allora, viene da domandarsi, perché dire no a Safe, che per il riarmo prevede proprio fondi vincolati a progetti comuni europei? Anche in questo caso più che di fronte a un atto parlamentare si ha la sensazione di trovarsi di fronte a un volantino di propaganda politica.Qui il testo integrale della risoluzione del campo largo.
Spendere il Safe per la sanità e la povertà: perché la risoluzione del campo largo è solo un manifesto elettorale
Lo scostamento di bilancio è stato consentito all’Italia da Bruxelles proprio per le spese militari e la crisi energetica. Quei fondi, insomma, non si possono spendere per altro. Pd, M5s e Avs lo sanno, ma fingono di non saperlo. Inoltre chiedono di “europeizzare” il riarmo”, ma bocciano Safe che serve proprio a quello













