Il ministro dell’Economia mette le mani avanti: «Davanti al dovere non si diserta» e ottiene il via libera per trattare con l’Europa. I leghisti fanno correggere il documento della destra alla Camera, ma con Borghi alzano il tiro: «Mai indebitarsi col Safe» Riarmo sì, ma con i vincoli. Almeno a parole. Perché la Lega, per ora, non vuole cedere su tutta la linea. Così in Parlamento è andato in scena un esercizio di pattinaggio sul filo del rasoio da parte di Giancarlo Giorgetti. «È una scelta difficile, impopolare. Ma davanti al dovere non si scalcia, non si scappa, non si diserta», ha detto. L’obiettivo è stato raggiunto. Camera e Senato hanno dato mandato al ministro dell’Economia per l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale. SignifiStefano IannacconeGiornalista di Domani, è nato ad Avellino, nel 1981. Oggi vive a Roma. Ha collaborato con Huffington Post, La Notizia, Panorama e Tpi. Si occupa di politica e attualità. Ha scritto cinque libri, l'ultimo è il romanzo Piovono Bombe.
Carri armati, caccia e fondi per l’energia. Il calvario di Giorgetti verso la manovra
Il ministro dell’Economia mette le mani avanti: «Davanti al dovere non si diserta» e ottiene il via libera per trattare con l’Europa. I leghisti fanno correggere il documento della destra alla Camera, ma con Borghi alzano il tiro: «Mai indebitarsi col Safe»















