| 5 Agosto 2026 20:08 |

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Roma, 5 ago. (askanews) – La maggioranza porta a casa l’ok all’avvio della procedura per l’attivazione della clausola di salvaguardia, con il massimo per l’energia, ovvero lo 0,6% del Pil, e lo 0,9%, al di sotto del massimo possibile, per le spese per la difesa. Nel doppio passaggio alla Camera e al Senato, per il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti il percorso è stato meno accidentato rispetto a quanto ipotizzato alla vigilia, anche se la Lega non ha rinunciato a mettere in evidenza la propria posizione non esattamente in linea con quella degli alleati.

A Montecitorio, questa mattina, il Carroccio ha chiesto e ottenuto una modifica alla risoluzione, già piuttosto “annacquata” per evitare problemi. Il confronto in maggioranza, nella sala del governo a fianco dell’Aula, è andato avanti per una ventina di minuti e al termine è arrivato il “ritocco”: il paragrafo che impegnava il governo “per il finanziamento delle misure relative alla difesa, a valutare il ricorso alle migliori condizioni di finanziamento quali quelle di cui al programma SAFE” è stato modificato chiedendo di valutare anche altri strumenti di finanziamento e comunque di privilegiare l’uso dei fondi SAFE per sistemi difensivi. Il paragrafo ora impegna il governo “per il finanziamento delle misure relative alla difesa a valutare il ricorso a diverse condizioni di finanziamento ive incluse, ove ritenute complessivamente vantaggiose, quelle di cui al programma SAFE preordinando in ogni caso via prevalente l’utilizzo dei fondi a sistemi tecnologici difensivi e di sicurezza nazionale”.