La maggioranza in parlamento dà il via libera al governo per chiedere all’Europa di fare più deficit per la Difesa e l’Energia. Ma tra i partiti di governo rimane aperto il tema dei prestiti Safe, su cui la Lega ottiene una parziale vittoria. L’opposizione presenta una mozione unitaria contro il riarmo, ma i riformisti del Pd protestano. Schermaglie alla viglia della pausa estiva, in vista della battaglia sulla manovra in autunno.

Per metà è l'ultimo episodio di questa stagione, per metà il trailer della prossima. Alla Camera va in onda l'ultimo atto prima della pausa estiva: il ministro dell'Economia Giorgetti chiede al parlamento il via libera ad avviare la procedura per chiedere all'Europa la flessibilità di bilancio su energia e difesa. Quello delle spese militari si sa è un tema radioattivo per entrambe le coalizioni e infatti per tutta la mattina le acque del Transatlantico sono parecchio mosse. Poi però prevale il richiamo del mare, quello vero, delle località di villeggiatura ormai a un passo. Con le ferie così vicine, meglio darsi tutti una calmata e rimandare i problemi a settembre.

Prima di tutto i numeri. Giorgetti spiega che l'intenzione è quella di chiedere un deficit aggiuntivo dello 0,6 percento per l'energia, il massimo possibile: sono poco meno di 14 miliardi. Sulla difesa invece la richiesta sarà dello 0,9 percento (sul 3,9 teoricamente possibile), fanno circa 21 miliardi. Se l'Europa concederà la flessibilità, le spese saranno probabilmente dispiegate nelle prossime due manovre, quella di fine anno e quella del 2027. Rimane da chiarire se gli investimenti devono essere conclusi entro il 2028, oppure possono andare oltre. La protesta dei riformisti Pd Fin qui il lato tecnico della questione, veniamo alle spaccature politiche. La più evidente tanto per cambiare emerge dentro all'opposizione. Pd, M5S e Avs scrivono una mozione comune, in cui si chiede che lo scostamento sia utilizzato solo per contrastare la povertà, aumentare le spese in sanità, sostenere famiglie e imprese contro la crisi energetica, escludendo del tutto impegni sulla spesa militare. Una mozione di principio più che una posizione politica, visto che i paletti all'interno dei quali è possibile deviare dagli obiettivi di bilancio sono fissati dalla Ue e che la concessione della clausola sull'energia è subordinata all'attivazione anche di quella per la difesa.