La7
“Dove c’è Barilla c’è casa, dove c’è Franceschini c’è maggioranza”. Con questa stoccata tagliente l’ex ministra Rosy Bindi interviene a In onda, su La7, dissentendo apertamente dal giornalista Paolo Mieli, secondo cui o non si fanno le primarie del campo progressista oppure si sceglie prima un leader attraverso “un caminetto” guidato da Dario Franceschini e costituito da Elly Schlein e da Giuseppe Conte.
Bindi non ci sta: “Quel lavoro che auspica Paolo Mieli va fatto fare ai padri nobili o alle madri nobili, se ne esistono, perché ci vogliono persone che sono fuori dai giochi chiaramente. In questo paese, sui vari argomenti sui quali bisognerebbe che il programma fosse presentato quanto prima – sottolinea – vanno consultate anche competenze che forse sarebbero anche disponibili a dare una mano. Sto parlando di un mondo anche intellettuale che potrebbe elaborare idee nuove. C’è poca capacità di aprirsi anche alle competenze che ci sono anche a livello internazionale:e in un momento come questo sarebbe estremamente utile coinvolgerle”.
L’ex presidente della Commissione Antimafia si definisce concorde con la segretaria del Pd: “Io condivido quello che ha detto Elly Schlein, cioè prima il programma e poi le primarie, ma che si sbrigassero però. E che in qualche modo fossero anche capaci di chiedere aiuto alle tante teste che ancora questo Paese ha sui vari argomenti”.












