«Non funziona così. Prima il programma condiviso da tutta l'alleanza e poi le primarie, perché chi le vince deve guidare tutta la coalizione, non soltanto il proprio partito». Così Elly Schlein risponde alla giornalista del Tg3 che le chiede di commentare le parole del leader del M5S Giuseppe Conte, secondo cui dovrebbero essere le primarie a sciogliere i nodi programmatici della coalizione progressista, in primis quello sull'invio di armi all'Ucraina. «Ma adesso non perdiamoci in discussioni tra di noi - prosegue Schlein - concentriamoci sui fallimenti di questo governo e sulle nostre proposte concrete, come quella che abbiamo firmato tutti sul congedo paritario, per sostenere milioni di famiglie italiane con cinque mesi pagati al 100% per entrambi i genitori».

Ucraina e progrmma, le divisioni Sulla stessa linea anche Nicola Fratoianni: «Che siano posizioni diversi su alcuni temi è noto ed è normale all'interno di una coalizione. Ma le primarie, o le eventuali primarie, non possono diventare lo strumento che stabilisce il programma. Non siamo mica nel presidenzialismo. Non è che chi vince le primarie stabilisce il programma dell'intera coalizione», ha detto interpellato. Piuttosto, aggiunge il leader di Avs, «a settembre vediamoci per fare sintesi, concordare un programma. Di questo questo passo, ci arriviamo dopo le elezioni politiche». Le divisioni nel campo largo tornano quindi sempre a Kiev. Per Conte, infatti, saranno le primarie a decidere quale sarà la linea della coalizione. Eh no, è la risposta del Nazareno: l'accordo va trovato prima. Dietro al botta e risposta, un dato non secondario: sia il M5s sia il Pd danno ormai scontato che le primarie si faranno. Insomma, il lavoro di costruzione dell'alleanza non ha accorciato le distanze né ammorbidito i toni