L'appello del presidente Sergio Mattarella a moderare i toni sul referendum sulla giustizia? Carta straccia, a giudicare dalle ultime, sconcertanti parole di Rosy Bindi. La storica esponente del Partito democratico, ex presidente della Commissione Antimafia, ha partecipato venerdì a un comizio del fronte del No al Teatro Niccolini di Firenze attaccando il governo di Giorgia Meloni e il centrodestra con parole gravissime.
"Non ci meravigliamo che la presidente del Consiglio aspetti da 80 anni questa riforma, perché lei questa Costituzione non l'ha votata, ne ha ostacolato l'attuazione - è l'affondo della Bindi -. La sua forza politica ne ha ostacolato l'attuazione in Parlamento e lasciatemelo dire, negli accordi con le forze eversive di questo Paese. Questa è la partita in gioco, è il motivo per cui ci siamo mobilitati ed è così dobbiamo continuare, restando uniti".
Siamo oltre al rischio-fascismo paventato dal centrosinistra in caso di vittoria del Sì al voto referendario. Siamo al "governo fascista", semplicemente. "Molti degli argomenti ce l'hanno offerti loro - è la versione della ex parlamentare democristiana -. Ci accusano durante i dibattiti televisivi, soprattutto lì, di leggere nella riforma ciò che non c'è scritto. Ma sono stati loro che ci hanno suggerito di leggere, lo avevamo capito da soli ma ce lo spiegano ogni giorno, che cosa davvero c'è scritto in questa riforma. Sono le loro argomentazioni, la lucidità che stanno perdendo a dimostrare quali sono le vere intenzioni".









