La premier Giorgia Meloni scende in campo per lo sprint finale in vista del referendum sulla giustizia.

In un'intervista a Rete4 torna ad attaccare frontalmente i giudici e lancia un appello diretto ai cittadini: "votate sì, stavolta serve il vostro contributo se vogliamo modernizzare l'Italia". La presidente del Consiglio lega l'invito al voto a un duro affondo nei confronti dell'attività della magistratura. "Se noi non prendiamo questa occasione, - spiega - non ne avremo altre e temo che le decisioni alle quali assisteremo potrebbero essere ancora più surreali di quelle che abbiamo visto finora". La premier è "convinta che la riforma interviene anche su materie come sicurezza e immigrazione". E da qui parte l'offensiva.

Cita "le devastazioni dei centri sociali a Roma e a Torino", dove "non c'è stato nessun seguito giudiziario". E sulla seconda materia, aggiunge: "non devo ricordare le continue interpretazioni forzate delle norme per impedirci di governare il fenomeno dell'immigrazione". Meloni parla di "meccanismo inceppato" da "moltissimi casi" in cui giudici frenerebbero l'applicazione delle leggi volute dall'esecutivo. L'ultimo, quello di "un altro immigrato stupratore di minore, un pedofilo", per il quale le toghe "non hanno convalidato il trattenimento in Albania". E poi il caso della famiglia nel bosco, per cui la premier parla di "letture ideologiche" da parte della magistratura. Infine, un passaggio sul caso Tortora e sui giudici che fanno carriera nonostante gli errori. "Qui si dice che bisogna votare no per dare un segnale al governo, però a me i cittadini possono tranquillamente cacciare fra un anno se vogliono perché io se sbaglio, pago", incalza. Rifiutando di legare il voto alle sorti dell'esecutivo.