Nuovo affondo della premier Giorgia Meloni sul referendum.
In un'intervista al Tg5, rivolge un appello diretto ai cittadini spiegando perché dovrebbero recarsi alle urne. "Il tema riguarda gli italiani, tutti, ogni giorno, - afferma la presidente - perché i giudici decidono su moltissime cose: immigrazione, sicurezza, lavoro, salute, libertà dei cittadini, lavoro. La giustizia è uno dei tre poteri fondamentali per governare lo Stato. E se non funziona purtroppo ricade su di loro". La premier torna a correlare la riforma ai temi caldi della legislatura, e non fa a meno di sottolineare i possibili effetti negativi dei malfunzionamenti del sistema giudiziario. Poi, la difesa di una riforma "tanto giusta che i sostenitori del no hanno bisogno di mentire per essere convincenti".
Dopo l'attacco rivolto alle opposizioni, la premier entra nel merito: "è falso che con questa riforma vogliamo sottomettere la giustizia alla politica". E ancora: "nessun scivolamento verso un meccanismo illiberale, separare le carriere vuol dire rafforzare lo stato di diritto".
Ma il 'no' non resta a guardare ed è ancora muro contro muro tra i due fronti. La segretaria Elly Schlein, da Torino, si schiera "a difesa della Costituzione" e incalza: "la riforma indebolisce l'indipendenza dei magistrati". Il leader del M5S Giuseppe Conte attacca: "con la riforma vogliono evitare inchieste sgradite sui politici". E Avs chiede un incontro all'Agcom sulle "fake news diffuse dalla campagna per il sì".







