Meloni rassicura anche su un altro aspetto, a suo dire decisivo. Non è vero, come taluni sostengono, che non ci saranno ricadute positive sull’efficienza dei processi. Sarà l’esatto contrario, perché grazie «al sorteggio dei membri del Csm e all’Alta corte disciplinare» verranno privilegiati e premiati «meriti» e «competenze». Ancora, la sinistra sostiene chela separazione delle carriere sia l’anticamera di un sistema illiberale. Eppure, ricorda il capo del governo, «nella maggior parte dei paesi europei la separazione delle carriere esiste». Allora, «sono tutti gli altri Paesi illiberali o siamo noi ad essere rimasti indietro?». C’è anche spazio per una citazione. La premier fa ricorso alle parole del presidente del tribunale di Brescia, Stefano Scati, sostenitore del No, il quale «ha detto queste testuali parole: "Se io sono un membro del Csm eletto da una corrente progressista e voto in un incarico direttivo un membro chela pensa diversamente dovrò poi rispondere alla corrente di quello che ho fatto. Se invece noi mettessimo dei membri sorteggiati, questi decideranno secondo il loro arbitrio"».
Meloni scende in campo: "Ecco perché bisogna votare Sì Giustizia libera dalla politica"
Negli ultimi giorni Giorgia Meloni aveva già intensificato le sue apparizioni televisive e radiofoniche per parlare della riforma della giustiz...













