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11 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 17:23
La premessa che è non voterebbe Giorgia Meloni “neanche sotto tortura”, ma l’ex ministro M5s Danilo Toninelli condivide “tecnicamente” la riforma della giustizia e quindi la ritiene migliorativa. Insomma, non lo dice esplicitamente ma dal suo discorso traspare la volontà di votare “sì”. Il pentastellato della prima ora, che nel governo Conte 1 ebbe la delega alle Infrastrutture, una settimana fa aveva detto di non aver ancora deciso. Poi è intervenuto a Radio Cusano e ha parlato a lungo della riforma, esprimendo un parere favorevole alle modifiche volute dal governo che porteranno – se vincesse il “Sì” al referendum del 22-23 marzo – anche alla separazione delle carriere.
Toninelli sembra essere particolarmente convinto dal sorteggio dei togati al Consiglio superiore della magistratura: “Se metti il sorteggio non c’è più una roba politica, chi va lì a comandare è indipendente e non deve rispondere a nessuno. Quindi è una cosa migliorativa e tecnicamente quello che dice la Meloni è vero”, ha detto. “Ho guardato tutto il video di Giorgia Meloni di circa 13 minuti. Non voterei Meloni neanche sotto tortura”, ha aggiunto. Quindi ha anche chiarito di sapere che “questi signori del centrodestra fanno questa riforma come motivo di guerra nei confronti della magistratura, da Berlusconi e non solo, hanno un odio storico, politico e genetico perché troppe volte la magistratura ha indagato alcuni esponenti politici – Berlusconi in primis – e di conseguenza è tutto frutto di una lotta tra il potere politico e il potere della magistratura”.















