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5 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:01
“Se non ci riusciamo stavolta a riformare la giustizia, non avremo un’altra occasione. I cittadini d’accordo con la riforma Nordio, che so essere la maggioranza, devono spendere 5 minuti del loro tempo il 22 e il 23 marzo per andare a mettere una croce. Se non si è disposti a fare questo, poi è difficile lamentarsi di quello che non funziona in Italia“. Sono le parole pronunciate ai microfoni di Non Stop News, su Rtl 102.5, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che rivolge un appello al voto per il referendum costituzionale sulla giustizia, lasciando trasparire una certa tensione a meno di venti giorni dalla data fatidica.
L’intervento si muove lungo una linea ormai consolidata nella narrazione dell’esecutivo: la riforma come passaggio necessario per modernizzare il Paese e correggere un sistema che da anni viene descritto come inefficiente. “Siccome la giustizia — afferma la premier — ha un ruolo determinante su moltissime questioni che impattano sulla vita quotidiana dei cittadini, dalla sicurezza alla salute, dalla immigrazione alla libertà personale, dal lavoro all’ordine pubblico, se non funziona adeguatamente, il meccanismo che serve a far camminare questa nazione si inceppa. Quindi riformare la giustizia è fondamentale per rendere questa nazione moderna e il paradosso è che non ci sia mai riusciti”.












