Roma, 30 ott. (askanews) – Il governo di Giorgia Meloni, con l’approvazione in quarta lettura in Senato della riforma costituzionale della giustizia, che prevede la separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti, porta a casa uno dei pilastri del proprio programma. Il provvedimento governativo, grazie a un ordine di scuderia della maggioranza sull’impossibilità di apportare modifiche al testo, in meno di un anno (appena 287 giorni) ha ottenuto il doppio semaforo verde dai due rami del Parlamento.

Tutte le opposizioni hanno criticato con toni anche accesi la scelta di “blindare” una riforma costituzionale impedendo così di apportare correttivi, ma l’iter legislativo è andato avanti tra commissioni e aula, arrivando fino all’approvazione di oggi con 112 voti a favore, 59 contrari e 9 astenuti.

Ora lo scontro tra maggioranza e opposizioni si sposta fuori dal Parlamento in vista del referendum confermativo sulla riforma, a partire dalla separazione delle carriere. Il testo, non avendo ottenuto in seconda lettura voto favorevole da due terzi dei parlamentari in entrambe le Camere, può essere sottoposto a consultazione popolare (come previsto dall’articolo 138 della Costituzione).