Con l'ok alla riforma della giustizia "governo e Parlamento hanno fatto la loro parte, lavorando con serietà e visione. Ora la parola passerà ai cittadini, che saranno chiamati a esprimersi attraverso il referendum confermativo": è questo il commento, a caldo, della premier Giorgia Meloni sui social al voto del Senato sul ddl Nordio, il secondo di Palazzo Madama e il quarto complessivo del Parlamento. Si tratta del via libera definitivo alla riforma, contestatissima dalle opposizioni e dalla Anm e difesa a spada tratta dal centrodestra ma anche dai penalisti e da esponenti di spicco della magistratura come Antonio Di Pietro, che farà campagna referendaria a sostegno del "sì".
Il voto - Al Senato, dopo le dichiarazioni di voto dei vari partiti, il disegno di legge costituzionale ha avuto 112 voti favorevoli, 59 contrari e 9 astensioni. Come detto, si tratta dell'ultimo passaggio parlamentare, come previsto dalla Costituzione. In primavera ci sarà il referendum confermativo, che le forze di maggioranza hanno annunciato oggi in Aula. A testimonianza di quanto il dibattito sia (e sarà) infuocato, ecco l'ultima piazzata del centrosinistra in aula: i senatori del Pd, del M5s e di Avs hanno protestano contro l'approvazione della riforma mostrando cartelli con la scritta "No ai pieni poteri". Nello schieramento opposto, dai banchi del centrodestra si sono sentiti applausi subito dopo il voto.










