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Ultimo aggiornamento: 22:09

Botta e risposta tra Giorgia Meloni e l’Associazione nazionale magistrati nel giorno del definitivo via libera alla separazione delle carriere. “Non sono d’accordo con l’Anm, ma a memoria non ricordo una volta in cui l’Anm sia stata favorevole a qualsiasi riforma della giustizia”, ha detto in serata la presidente del Consiglio in un’intervista al Tg1. “La loro idea è che tutto va benissimo, ma non è l’idea che abbiamo noi della giustizia e credo nemmeno i cittadini”, ha incalzato Meloni.

La premier ha definito la riforma costituzionale come “un’occasione storica” per “avere una giustizia più efficiente e più giusta“. “Norme di buon senso” le definisce Meloni passando in rassegna le novità: “Separazione delle carriere, che significa rafforzare la terzietà del giudice, quindi un processo più giusto; Alta corte disciplinare, che significa che quando un giudice domani dovesse sbagliare, se ne assumerà anche finalmente la responsabilità; e il sorteggio dei componenti del Csm, che vuol dire liberare la magistratura dalle correnti politicizzate e quindi valorizzare il merito”, ha aggiunto.

Intervento che ha provocato l’immediata reazione del segretario generale dell’Anm, Rocco Maruotti: “Questa riforma non ha nulla a che fare con l’efficienza della giustizia ed è fuorviante fare credere ai cittadini che serva a rendere i processi più veloci e le sentenze più giuste“. Rocco replica ricordando che “l’Anm ha avanzato numerose proposte per migliorare l’efficienza della giustizia ma sono rimaste inascoltate da un governo che ha preferito puntare tutto su una revisione degli equilibri costituzionali che serve solo a controllare la magistratura e a renderla dipendente dal potere esecutivo“.