Prima di Christopher Nolan, altri grandi si sono confrontati con il mito di Ulisse. Francis Ford Coppola, ad esempio, ha prodotto nel 1997 la miniserie-kolossal L’Odissea, in onda su Iris (canale 22), dopo un decennio dall’ultima release. Divisa in due parti, per un totale di 171 minuti, vanta un cast di prim’ordine che include Isabella Rossellini (la dea Minerva/Atena) e Vanessa Williams (la ninfa Calipso). Il protagonista è interpretato da Armand Assante e la consorte Penelope da Greta Scacchi. Il progetto, diretto da Andrej Končalovskij, segue la tradizione epica alla lettera ma con una vena di romanticismo tipica dell’epoca in cui è stato concepito.
Un eroe squisitamente umano
In quest’ottica rientra la volontà d’iniziare a raccontare la storia dalla nascita di Telemaco, tra i boschi di Itaca, invece che dalla capitolazione di Troia. Alla grandiosità si preferisce alternare, infatti, l’intimità domestica. D’altronde il ritorno a casa, alle origini, alla terra, resta il tema principale del poema di Omero. Il filo conduttore del viaggio impervio lungo 20 anni è la promessa di Penelope (“Io ti aspetterò”), che riesce a tenere a bada i pretendenti della sua corte con lo stratagemma della tela infinita.Astuto, veloce e ingegnoso, Ulisse viene dipinto in chiave squisitamente umana: più delle sue virtù, a descriverlo è la sua ubris, quell’arroganza che gli inimica gli dei.











