ROMA. Il consumo di latte crudo e dei suoi derivati richiede particolare cautela, soprattutto quando si parla di bambini piccoli e persone fragili. A richiamare l'attenzione sono gli esperti del Ministero della Salute, che ricordano come questo alimento possa contenere batteri pericolosi se non sottoposto a trattamenti termici adeguati.

Il tema è tornato al centro dell'attenzione anche dopo la morte di Mattia Maestri, il ragazzo trentino deceduto a 13 anni dopo aver trascorso nove anni in stato vegetativo permanente in seguito al consumo di un formaggio prodotto con latte crudo contaminato.

Secondo Marina Vivarelli, pediatra nefrologa e componente del Consiglio superiore di sanità, il rischio maggiore è rappresentato dalla tossina Stec (Shiga-tossina di Escherichia coli), che nei bambini più piccoli può provocare la Sindrome emolitico-uremica (Seu). Si tratta della principale causa di insufficienza renale acuta in età pediatrica e, nei casi più gravi, può causare danni neurologici, coma e persino la morte.

Nel 2025 in Italia sono stati registrati 43 casi di Seu, distribuiti in 15 regioni, tutti riguardanti bambini sotto i 15 anni. L'estate viene indicata come il periodo in cui è necessario prestare maggiore attenzione alla conservazione e al consumo degli alimenti.