Dopo il sequestro dello stabile di via Santa Croce in Gerusalemm anche lo scrittore ha raggiunto il presidio davanti all'edificio. Le reazioni
Il mondo della cultura si mobilita per lo Spin Time. Dopo il sequestro dello stabile di via Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, disposto in seguito all’incendio di mercoledì sera, anche Roberto Saviano ha raggiunto il presidio davanti all’edificio. Lo scrittore, nella giornata di lunedì 3 agosto, ha incontrato le centinaia di persone rimaste senza un tetto – tra cui bambini, anziani e persone fragili – costrette da cinque giorni a vivere in strada. E proprio dall’esterno del palazzo nella Capitale, lo scrittore ha mandato un messaggio al governo Meloni: «Non sarà possibile spegnere questa esperienza e qualsiasi cosa voglia fare la politica di governo ci troverà qui, fermi e resistenti».
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L’appello firmato dal mondo della cultura
In una città come Roma, dove «gli investimenti immobiliari dei fondi speculativi e il riciclaggio sono sempre più intensi», Spin Time rappresenta «una difesa della Costituzione e un presidio della democrazia», ha affermato Saviano. Lo scrittore è stato tra i primi firmatari dell’appello promosso da esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo, che definisce la realtà «un patrimonio culturale aperto a tutta la città». Nel documento si ricorda come la struttura abbia saputo coniugare l’accoglienza di circa 400 persone con un’intensa attività culturale e sociale. I firmatari chiedono inoltre che venga individuata al più presto una soluzione per consentire ai residenti di rientrare nelle proprie abitazioni. Anche il Comune di Roma è al lavoro. Nella giornata di ieri si è tenuto un vertice in Prefettura per valutare l’acquisto dell’immobile da InvestiRE Sgr e consentire il rientro delle famiglie sfollate.










