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Dopo l'incendio divampato ieri sera intorno alle 22.30 nello stabile di Spin Time Labs, il palazzo occupato di via Santa Croce in Gerusalemme, nel quartiere Esquilino a Roma, gli okkupanti vogliono rientrare nonostante ben due sequestri. E mentre il Comune non sa che pesci pigliare la sinistra attacca le forze di governo. Le fiamme sono state rapidamente domate e non si registrano feriti. Dopo l'intervento dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine, l'edificio è stato dichiarato inagibile e gli occupanti sono stati costretti a lasciare temporaneamente l'immobile. Sono state attivate le procedure di assistenza per i numerosi nuclei familiari presenti nella struttura. Alcuni residenti, in particolare bambini e accompagnatori, sono stati accolti negli spazi del vicino Polo civico, dove è disponibile anche un ambiente climatizzato. Altri abitanti si sono alternati sulle brandine messe a disposizione dalla Protezione civile. Intanto, decine di attivisti si sono radunati davanti all'ingresso del palazzo in un presidio permanente.

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Alle 17 è iniziata un'assemblea pubblica davanti al palazzo. "Da ora siamo un presidio permanente", si legge nella nota diffusa dagli attivisti. L'assessore capitolino al Patrimonio, Tobia Zevi, intervenuto nell'assemblea, ha detto che è impensabile un rientro a breve degli occumanti e che "Roma Capitale ha confermato la sua posizione: noi crediamo che l'esperienza dello Spin Time debba essere salvaguardata. Crediamo che lo Spin Time possa essere un modello e siamo senza parole per quanto va dicendo la destra che crede che la soluzione per chi non ha una casa sia quella di lasciare bambini e famiglie intere in strada a 40 gradi. Populismo facile. Lo Spin Time deve essere trasformato in un edificio residenziale con finalità Erp. Ma su questo la proprietà deve essere d'accordo. Inoltre l'immobile è sottoposto a due sequestri, uno per l'occupazione e uno per l'incendio. C'è un dialogo aperto".