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«È così che si difendono le città e la Costituzione». Parola di Roberto Saviano, uno degli esponenti del mondo della cultura che ha firmato l’appello in solidarietà a Spin Time, che ieri pomeriggio ha portato la sua testimonianza al presidio dell’occupazione. É stato accolto da don Mattia Ferrari con il quale si è mosso in pellegrinaggio fino al cancello dello stabile sotto sequestro. Pochi metri a piedi, circondato dalla scorta. Davanti al cancello è stato accolto da Giovanna Cavallo, attivista di Spin Time, che ha mostrato le tende, i bambini nelle piscine e il cancello con l’avviso di sequestro della questura.
«Dopo che ci hanno evacuato a causa dell’incendio abbiamo sentito diversi rumori provenire dall’interno. Abbiamo poi scoperto che la polizia ha controllato le stanze e aperto i cassetti», denuncia l’attivista a Saviano. Mostrati allo scrittore anche i disegni dei bambini che vengono appese a un filo. Tra queste la rappresentazione di una macchina della polizia in fiamme con la scritta «Too hot for polizia». Ma prima dell’arrivo di Saviano i disegni vengono staccati dal filo: «Attacchiamoli all’ingresso, che i giornalisti li vedano», dicono gli attivisti. Ma all’appello ne manca uno, proprio quello dell’auto della polizia. È per terra vicino all’ingresso del centro sociale, la macchina cancellata con il pastello blu, la scritta tagliata via. Meglio nasconderla agli occhi di Saviano e della sua scorta.









