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Giuseppe Guastella

Fabio Pinelli: «Grazie al Pnrr dimezzati i tempi nel civile»

Dopo il referendum, avvocato Fabio Pinelli, vicepresidente del Csm, invitò politica e magistratura a voltare pagina e collaborare. Visto il confronto al color bianco sul caso Roggero, a più di un anno dalla fine della legislatura è chiaro che la giustizia sarà terreno di scontro.«Il Presidente della Repubblica ha indicato la strada e invitato ad una riflessione comune, sottolineando come non si possa adattare la legge ad ogni singolo caso concreto. Non mi permetto di aggiungere altro. Mi limito solo a dire che il diritto penale richiede una visione organica. Il codice penale nel 2030 compirà 100 anni, forse è giunto il momento di condividere un progetto di riforma che, indipendentemente dalle contingenze politiche, sappia prendere in considerazione i mutamenti del tempo coniugando la nostra tradizione giuridica con le nuove esigenze e i diritti emergenti».

Cosa immagina?«Ripensare il sistema giustizia significa parlare, oltre che di valori e di ideali, di organizzazione, di dati economici, demografici e di tecnologie. Credo sia imprescindibile domandarsi che direzione dare alla giustizia civile e penale, se possa risolvere ogni conflitto sociale o se debbano essere incrementati i luoghi di mediazione esterni alla giurisdizione, definire più puntualmente un limite massimo di durata ragionevole dei processi, immaginare edilizia e geografia giudiziaria rispondenti alle esigenze del prossimo futuro».