Sul caso Roggero, “il presidente della Repubblica ha tracciato la rotta e invitato a una riflessione comune, sottolineando come non si possa adattare la legge a ogni singolo caso concreto. Non mi permetto di aggiungere altro. Mi limito solo a dire che il diritto penale richiede una visione organica”.

A sostenerlo è Fabio Pinelli, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, in un’intervista al Corriere della Sera.

Per Pinelli, “il codice penale nel 2030 compirà 100 anni, forse è giunto il momento di condividere un progetto di riforma che, indipendentemente dalle contingenze politiche, sappia prendere in considerazione i mutamenti del tempo coniugando la nostra tradizione giuridica con le nuove esigenze e i diritti emergenti”.

“Ripensare il sistema giustizia significa parlare, oltre che di valori e di ideali, di organizzazione, di dati economici, demografici e di tecnologie”, osserva il vicepresidente del Csm.

Grazie al Pnrr, evidenzia Pinelli, i tempi dei procedimenti civili “sono scesi del 50,02%. Un traguardo straordinario, che supera del 10% l’obiettivo fissato da Bruxelles di riduzione dell’arretrato rispetto al 2019”.